Vacuo è l'essere esistiti o meno,
Purché resista la Gloria;
Quale lapide distingue Ettore,
Il Guardiano dai Cento Occhi,
O il Poeta dagli Illeciti Amori?
Così non fu di lacrime il fluire,
Per te, Saffo, ma d'irruenti acque
Su acuminati scogli,
E tacque l'urlo del cuore
Nei solitari anfratti.
Ma nello scorrere dei vuoti
Singhiozzi agglutinati del tempo
Indistintamente l'aria porta
La voce dei Miti e di Uomini,
E i due, intrecciati,
Ci sussurrano nel silenzio
Parole di lastre tombarie.
Allora, sepolti insieme,
Io e te, Saffo, faremo l'amore,
Dimentichi dei trascorso infelici,
Nel chiuso di un sepolcro:
Ci muoveremo anche noi
Per l'ultima volta in estasi,
Prima che l'aria si schiuda
Al silenzio finale.
sabato 11 agosto 2007
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