domenica 27 luglio 2008

The witches' song

Foe of Heaven, King of Hell,
For you we're striking our bell,
Prince of this world, Prince of vice,
For you we kiss an ass of mice,
Count of lies and Count of joys,
You forg'd a lot of wondrous toys,
Join the Esbath of this moon,
Come and play your witches soon.


Lead us with your goathead's horn,
Send the society your scorn,
And when you join us please don't hide
Your phallos ready for a ride;
An only Godhead we become,
When you cum, and cum, and cum,
So at the orgies of the Witches,
Make us Goddesses and bitches.


We follow the Dyonisian rule,
The Saint Menads we emule,
We follow Pan, the Horned God,
And every wood is our abode,
We follow Diana and we believe
To wash out pain, to wash out grieves,
We dance and sing around a tree:
" Do what thou wilt, and let it be. "


The ceremony is finished,
Every charm is accomplished,
We're going home and we desire,
In your arms yet to perspire,
We meet happy, and happy go,
Happy we'll return and lo!
For you we'll strike another bell,
Oh! Foe of Heaven, King of Hell.

Esci nella notte

Esci nella notte,
Ed un groviglio
Di paure
Si dipana attorno a te,
Ed avverti la presenza
Di cose che non ricordi più.


Neanche la luna
E' presente a guardarti,
A confortarti,
Non c'è luce,
E i lampioni sono spenti,
Hai paura.


I tuoi passi
Rimbombano
Nelle tue orecchie
Come colpi di martello,
Credi si mescolino con altri,
Dietro di te.

Ed è allora
Che ti accorgi
Che credi negli Spiriti,
Essi ti assediano,
Rigurgitando dai muri e dalle grate,
Vogliono qualcosa di tuo.


Guardi verso l'alto,
Ma non c'è nessuno
Ad aiutarti,
Il cielo è nero
Come la pece,
Gli Spettri sono ostili.


Esci nella notte,
Ed un groviglio
Di Fantasmi
Si dipana attorno a te,
Ti guardi indietro,
Ma non c'è nessuno.

Un Salmo Rosa+Croce

I tuoni hanno spezzato le nuvole,
Ed hanno rombato tra le montagne,
I fulmini globulari
Hanno investito le mura
Della mia fortezza;
Ma la mia roccaforte inaccessibile
Si è stagliata come una salda roccia
Impenetrabile
Alle insidie che mi attanagliano.


Alzati come una colonna di fuoco,
O Santo Angelo Guardiano,
Sciogliendo le nubi oscure
In una colonna di vapore,
Guida la mia strada! Guida la mia strada!
Affinché io possa essere
Accolto tra i Giusti,
Nel momento in cui sarò presentato
Al Giudizio per l'Amenti.


Perché le porte della mia fortezza
Non sono invincibili:
Esse a volte vacillano
Sotto i duri colpi del Destino.
Ma so che anche se non rimanesse
Pietra su pietra,
Se anche le grate e i cancelli
Venissero abbattuti
Tra i cardi, le ortiche e le spine,


Se anche i portali
Cadessero al suolo in frantumi,
Se non rimanesse nulla
Degli arcieri sulle mura,
Dei fanti in eterno turno di guardia,
Dei cavalieri che montano
Animali scalpitanti e tenaci,
Pure Tu sarai con me,
Guidandomi nel vortice
Della Rosa e della Croce.


E se anche mi capitasse,
Ottenuto il passaggio,
Di trovarmi tra genti estranee,
Come ad una festa
Alla quale non sono invitato,
Pure non perderò
La speranza,
Ma continuerò a muovermi
Alla luce della Tua torcia.

La caduta

Precipitato dal Cielo,
Avvolto in un intrico
Di nubi e rami,
Disperso senza speranza,
Mortale tra i mortali,
Mi aggiro,
Dimentico di quella Luce
Che mi appartenne un tempo.


Lontano da Te,
Impossibilitato a tornare,
In questo esilio
Fatto di tenebra,
Ho come lampi
Di ricordi di splendore,
Ma sono le Tue stelle
Sulle mie lacrime.


Le mie ali tarpate,
Fatte a pezzi, lacere,
Non s'aprono più;
Mi lascio alle spalle
Una coltre di piume,
Alcune di esse,
Attaccate al mio corpo,
Cadranno come le foglie.


E preso dal desiderio
Di volare ancora una volta
Presso il Tuo trono,
Io esule senza più patria,
Mi affido a questa preghiera,
Rivolta al cielo notturno,
Ma anche lei, come me,
Precipiterà al suolo.